{"id":10002,"date":"2020-12-22T16:25:47","date_gmt":"2020-12-22T15:25:47","guid":{"rendered":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/?page_id=10002"},"modified":"2021-01-19T12:51:01","modified_gmt":"2021-01-19T11:51:01","slug":"le-tecnologie-no-dig-minitrincea","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/le-tecnologie-no-dig-minitrincea\/","title":{"rendered":"Le tecnologie NO-DIG:  Minitrincea"},"content":{"rendered":"\n<p>MINITRINCEA<\/p>\n\n\n\n<p>Tale tecnologia permette la posa dell\u2019 infrastruttura di determinati sottoservizi, quali l\u2019 idrico, l\u2019 energia elettrica e le telecomunicazioni, attraverso l\u2019 esecuzione, contemporanea o meno, di fresatura di dimensioni ridotte del manto stradale, la sistemazione di tubi e\/o cavi e il riempimento del solco con malta cementizia.<br>La tecnica \u00e8 applicabile a tracciati che presentano superfici asfaltate, cementate, aventi un sottofondo di materiale compatto, e si esegue normalmente in prossimit\u00e0\u00a0 del ciglio stradale. L\u2019 impiego della stessa, laddove siano presenti fondi con trovanti di medie dimensioni o fondi di tipo sabbioso, o ghiaioso, deve essere opportunamente valutata di volta in volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le fasi di lavorazione prevedono la fresatura del manto stradale (taglio) per una larghezza massima di \u00a020 cm con una profondit\u00e0\u00a0 massima di 35-50 cm , e la posa di\u00a0 tubi (fino ad un massimo di 3 -tritubo) del diametro di 40 &#8211; 50 mm, ed \u00a0infine \u00a0il riempimento dello scavo. Per quest\u2019 ultimo si utilizza, generalmente, malta cementizia aerata fino a 3 cm dal piano di calpestio, completando il riempimento con il materiale con cui si realizza il tappetino di usura. Il crescente interesse nell\u2019 impiego di questa tecnologia, soprattutto nel settore delle telecomunicazioni, ha portato allo sviluppo di nuovi materiali di riempimento (malta rapida), con la caratteristica di avere prestazioni superiori alle classiche malte e di consentire il riempimento della minitrincea fino al piano di calpestio o carrabile, evitando quindi il ripristino del tappetino di usura. In particolare questa malta \u00e8 stata, di recente, certificata dal Centro Studi e Ricerche dell\u2019 ANAS. Le attrezzature impiegate sono di dimensioni tali da consentire di allestire cantieri in spazi estremamente contenuti, permettendone un agevole utilizzo sia in ambito urbano che extraurbano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MINITRINCEA RIDOTTA <br><\/strong>Questa tecnologia \u00e8 analoga alla minitrincea, dalla quale si differenzia in quanto il tipo di scavo e le attrezzature impiegate sono di dimensioni molto ridotte. In particolar modo, il taglio della pavimentazione ha una larghezza massima di 5 cm e una profondit\u00e0\u00a0 massima di \u00a035-50 cm.<br>Tale tecnica risulta particolarmente adatta, sia in ambito urbano che extraurbano, per la posa di sottoservizi su marciapiedi, strade, banchine e\/o aree di parcheggio o campus universitari, dove le sollecitazioni sull\u2019 impianto, posato superficialmente, sono ridotte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Per maggiori informazioni scarica gratuitamente la Prassi di Riferimento <a href=\"http:\/\/store.uni.com\/catalogo\/uni-pdr-26-2-2017\">UNI\/PdR 7:2014<\/a><\/em><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MINITRINCEA Tale tecnologia permette la posa dell\u2019 infrastruttura di determinati sottoservizi, quali l\u2019 idrico, l\u2019 energia elettrica e le telecomunicazioni, attraverso l\u2019 esecuzione, contemporanea o meno, di fresatura di dimensioni ridotte del manto stradale, la sistemazione di tubi e\/o cavi e il riempimento del solco con malta cementizia.La tecnica \u00e8 applicabile a tracciati che presentano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"spay_email":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10002"}],"collection":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10002"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10002\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10275,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10002\/revisions\/10275"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}