{"id":102,"date":"2011-03-04T09:49:00","date_gmt":"2011-03-04T08:49:00","guid":{"rendered":"http:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/2011\/03\/04\/risanamento-condotte-esistenti\/"},"modified":"2017-11-22T13:00:08","modified_gmt":"2017-11-22T12:00:08","slug":"risanamento-condotte-esistenti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/tecnologie-no-dig\/risanamento-condotte-esistenti\/","title":{"rendered":"Risanamento Condotte Esistenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Le tecniche di risanamento delle infrastrutture esistenti, sono molteplici ma si possono suddividere in tre gruppi a seconda che l\u2019istallazione della nuova condotta comporti la riduzione, l&#8217;aumento o il mantenimento delle dimensioni originarie della condotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Installazione di nuove condotte con diametro inferiore a quello della condotta esistente:<\/span><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>SLIP-LINING<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Consiste nell\u2019inserzione di una tubazione in materiale plastico (PE, PP, PEX) all\u2019interno di una tubazione esistente di diametro maggiore. Ci\u00f2 \u00e8 subordinato alla possibilit\u00e0 che la condotta esistente consenta la riduzione della sezione netta di passaggio del fluido di una certa percentuale determinata dalla differenza tra il D.int. della vecchia tubazione ed il D.int. della nuova. In condizioni normali, la diminuzione della sezione netta di deflusso \u00e8 totalmente o in gran parte compensata dalla drastica riduzione delle perdite di carico, ottenuta per effetto dell\u2019impiego di nuove tubazioni, nonch\u00e9 dal fatto che la condotta originale si presenta usualmente con depositi interni di vario genere estensivi o localizzati, mentre la nuova tubazione in materiale plastico \u00e8 perfettamente integra e la sua superficie cos\u00ec rimarr\u00e0 in futuro proprio per la sua natura di materiale scarsamente biodegradabile.<\/p>\n<p>L\u2019operazione di inserzione \u00e8 preceduta dalla saldatura delle nuove tubazioni per la lunghezza operativa corrispondente a ciascun segmento da intubare. Le giunzioni tra tubi in PE\/PP (no PEX) avvengono usualmente per polifusione testa a testa con eventuale asportazione del cordolo esterno di saldatura.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019inserimento, i collegamenti tra segmenti di liner (ovvero tra le tubazioni plastiche precedentemente inserite nella vecchia condotta) avvengono mediante accoppiamento con manicotti elettrosaldabili o accoppiamenti flangiati o mediante raccordi a serraggio meccanico conformi alle specifiche tecniche aziendali.<\/p>\n<p>A relining eseguito, la sequenza operativa prevede la riconnessione alle estremit\u00e0 del segmento rinnovato tra il nuovo tubo plastico e l\u2019esistente tubo metallico con giunti metallo-plastici lineari \u201ca saldare\u201d, giunti universali antisfllamento o mediante accoppiamenti flangiati.<\/p>\n<p>E\u2019 possibile la realizzazione ex-novo o il ricolloco definitivo di derivazioni direttamente sul liner, previa apertura, sulla tubazione ospitante, di apposite finestre.<\/p>\n<p>Tali finestre, di regola, dovrebbero essere realizzate preventivamente all\u2019intervento di inserzione. \u00c8 possibile eseguire la \u201cfinestratura\u201d anche post intervento di inserzione ponendo particolare attenzione alla fase di taglio della condotta ospitante, con idonee attrezzature (es. smerigliatrice angolare dotata di limitatore di profondit\u00e0 di taglio), ed eseguite con modalit\u00e0 tese a limitare al minimo l\u2019innalzamento della temperatura nella zona di intervento e a conservare l\u2019integrit\u00e0 della tubazione plastica sottostante.<\/p>\n<p>La tecnologia Slip Lininig consente di effettuare rinnovamenti di estesi tratti di condotte esistenti, anche superiori a 500 metri, con una ampia gamma di diametri, da DN 80 a DN 1000 mm e oltre.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc478973539\"><\/a><strong>TECNOLOGIE CLOSE FIT<\/strong><\/p>\n<p>Con la denominazione Close Fit si identifica il gruppo di tecnologie di relining caratterizzate dall\u2019impiego di una condotta plastica, sia predeformata all\u2019atto della fabbricazione che deformata in cantiere immediatamente prima del relining, in modo da poterla inserire all\u2019interno di una condotta esistente con la minima perdita di sezione utile di deflusso dei fluidi trasportati.<\/p>\n<p>Il termine \u201cclosefit\u201d sta a significare la condizione di intima aderenza tra la parete esterna del liner plastico e la parete interna del tubo ospitante (host), ottenibile appunto mediante deformazione temporanea del liner plastico e sua riformatura a misure e forma originale dopo l\u2019inserimento.<\/p>\n<p>La deformazione pu\u00f2 essere di tipo elastico, applicata su tubi plastici (normalmente PE) di produzione e serie metrica standard o realizzata su misura, meramente temporanea e reversibile a freddo, oppure di tipo plastico, effettuata al momento della fabbricazione del liner di misure anche non standard, mantenuta a tempo indefinito fino a riformatura termica secondo procedimento tipico della tecnologia.<\/p>\n<ul>\n<li><a name=\"_Toc478973549\"><\/a><strong>TECNOLOGIE Close Fit basate sulla deformazione del liner in fabbrica (Tubo Predeformato)<\/strong> \u00a0(ex U-Liner , Compact Pipe ecc.)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tale gruppo di sistemi prevede l&#8217;utilizzo di un tubo in PE, estruso circolare e successivamente deformato a forma di &#8220;C&#8221;,\u201cU\u201d o simile, con procedimento a caldo effettuato immediatamente dopo l\u2019estrusione e trafilatura circolare, in modo da potere essere agevolmente avvolto su bobine e, all\u2019atto del Relining, inserito all&#8217;interno della vecchia condotta da rinnovare.<\/p>\n<p>Ad inserzione avvenuta, il processo di reversione dalla forma conferita in fabbrica al Liner, a quella circolare, avviene sotto l&#8217;azione della pressione e della temperatura, conferite dall\u2019impiego di vapore acqueo a 130 \u00b0 C ca. In questo modo il tubo di PE riacquista la \u201cmemoria elastica\u201d permettendo il recupero delle dimensioni e forme originali di fabbricazione andando cos\u00ec a rivestire la parete interna (aderendo ad essa) della condotta da rinnovare (close-fit lining).<\/p>\n<p>Il tubo predeformato viene trasportato in forma di tubo continuo avvolto su tamburi trasportabili con appositi carrelli stradali.<\/p>\n<p>La lunghezza dei tratti di tubazione predeformata \u00e8 variabile da un massimo di 800 metri (DN equivalente 100mm SDR 11) a 100 metrica. (DN equivalente 500 mm SDR 26) per singolo tamburo. Possono essere quindi realizzati inserimenti (relining) in una unica soluzione di considerevole estensione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><a name=\"_Toc478973541\"><\/a><strong>TECNOLOGIE Close Fit basate sulla riduzione del diametro per costrizione radiale <\/strong>(ex Swage Lining)Tale gruppo di tecnologie basa la sua azione sulla provvisoria riduzione del diametro della tubazione plastica (usualmente PEAD) preventivamente saldata per polifusione testa\/testa e privata dei cordoli di saldatura.Una apposita macchina deformatrice posizionata in linea con lo scavo di inserzione, opera una riduzione a freddo o a caldo dell\u20198-10% del diametro originale del tubo in PE mediante il suo passaggio per trazione attraverso una o pi\u00f9 flange coniche, cos\u00ec da ridurne sezione e diametro permettendo l\u2019immediata inserzione del liner all\u2019interno della condotta da rinnovare.\n<p>Il passaggio attraverso la flangia (o serie di flange) conica avviene mediante trazione operata con un argano di adeguata potenza.<\/p>\n<p>Per i diametri e spessori pi\u00f9 elevati, l\u2019operazione di riduzione di diametro temporanea viene eseguita aumentando la temperatura del liner in corrispondenza della zona di deformazione, mediante riscaldamento effettuata con apposita attrezzatura.<\/p>\n<p>Ad inserzione terminata la tubazione, ridotta di diametro, pu\u00f2 tornare al diametro standard autonomamente oppure pu\u00f2 essere facilitato tale ritorno con pressurizzazione utilizzando acqua fredda o aria, fino ad adesione alle pareti della condotta da rinnovare (close-fit). L\u2019intero processo di deformazione, inserimento e riforma tura deve essere consecutivo e non pu\u00f2 subire sospensioni protratte, avvenendonormalmente nel corso di una unica giornata lavorativa.<\/p>\n<p>Possono essere rinnovati in un\u2019unica soluzione, notevoli estensioni di condotte esistenti, anche oltre 1.000 m.<\/p>\n<p>Le macchine deformatici sono in grado di ridimensionare condotte in PEAD da DE110 mm a DE 1400mm e oltre, da SDR26 (PN6, PE) a SDR 11 (PN16, PE).<\/li>\n<li><a name=\"_Toc478973544\"><\/a><strong>TECNOLOGIE Close Fit basate sulla riduzione del diametro per azione di trafilatura longitudinale del liner plastico<\/strong> (ex Roll Down)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tale tecnologia basa la propria azione sulla provvisoria riduzione del diametro della tubazione plastica (usualmente PEAD) preventivamente saldata per polifusione testa\/testa e privata dei cordoli di saldatura.<\/p>\n<p>Una apposita macchina de formatrice, posizionata in linea con lo scavo di inserzione, opera una riduzione a freddo dell\u20198-10% al massimo del diametro originale del tubo in PE mediante il suo passaggio forzato, per trazione e spinta combinate, attraverso una serie di rulli contrapposti (da 2 a 4) configuranti diametri decrescenti a partire da quello originale,\u00a0 cos\u00ec da ridurne sezione e diametro permettendo l\u2019inserzione immediata del liner all\u2019interno della condotta da rinnovare.<\/p>\n<p>Il passaggio attraverso i rulli avviene mediante spinta e trazione combinate, operate dalla macchina di deformazione e da un argano di adeguata potenza.<\/p>\n<p>Ad inserzione terminata la tubazione, ridotta di diametro, viene riportata a diametro standard per pressurizzazione con acqua fredda o con aria, fino ad adesione alle pareti della condotta da rinnovare (close-fit). L\u2019intero processo di deformazione, inserimento e riforma tura deve essere consecutivo e non pu\u00f2 subire sospensioni protratte, avvenendonormalmente nel corso di una unica sessione lavorativa.<\/p>\n<p>Possono essere rinnovati in un\u2019unica soluzione, notevoli estensioni di condotte esistenti, anche oltre 1000 metri.<\/p>\n<p>Le macchine deformatici sono in grado di trafilareusualmente condotte in PE da DE110 mm a DE 600 mm, da SDR26 (PN6, PE) a SDR 11 (PN16, PE).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong>SUBLINE<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong><br \/>\n<\/strong>La tecnologia consente il rinnovamento di una condotta esistente, di sezione circolare, mediante l\u2019inserimento di tubi in PEAD, di diametro ridotto per deformazione fino al 40%, direttamente in campo. La deformazione viene effettuata sul campo e consiste sostanzialmente nella ripiegatura del tubo all\u2019interno della propria circonferenza (tipo Compact Pipe \u2013 U-Liner), ma essendo effettuata a freddo (quindi viscoelasticamente) necessita di essere mantenuta tale da reggette in plastica applicate immediatamente a seguito della deformazione. Ad inserzione terminata il tubo \u00e8 riportato a misura standard attraverso pressurizzazione con aria a temperatura ambiente, che provoca la rottura delle fascette e determina la successiva perfetta adesione della nuova tubazione in PEAD alla condotta esistente (tecnica close-fit lining).<br \/>\nLa tecnologia permette di eseguire inserzioni per tratte fino a 400 m per diametri anche fino a 1.600 mm.\u00a0Il suo impiego \u00e8 ideale per il rivestimento di condotte in qualsiasi materiale, in ambito urbano e extraurbano.<br \/>\nIl rinnovamento con Subline, specie per diametri superiori a 400 mm, richiede l\u2019impiego di tubi in PEAD di limitato spessore (SDR maggiore di 26).\u00a0In tal modo si\u00a0determinano le condizioni per un cosiddetto \u201cinteractive close-fit liner\u201d, cio\u00e8 di un relining in cui il liner (tubo interno in PEAD) ha solo funzioni di ripristino della tenuta idraulica, ma non sopporta autonomamente la pressione di esercizio, che viene delegata alla condotta esistente.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong>SLIM LINER<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong><br \/>\n<\/strong>E&#8217; una\u00a0tecnologia che consente il rinnovamento di una condotta esistente di sezione circolare, mediante l&#8217;inserimento di tubi in PEAD di limitato spessore 2,8 \/ 6,2\u00a0mm, ridotti di diametro, anche fino al 60%, mediante deformazione a &#8220;C&#8221; al momento della fabbricazione e messi in opera con un processo di reversione controllata in pressione d&#8217;aria o acqua fredda, aderendo perfettamente alla tubazione esistente (tecnica close-fit lining).<br \/>\nLa tecnologia permette di eseguire il rinnovamento di tubazioni per tratte fino a 300 m di diametro, variabile da 75 \/ 300\u00a0mm.<br \/>\nAnche in questo caso, il rinnovamento con Slim Liner, impiegando tubi in PEAD di limitatissimo spessore (SDR maggiore di 42, 3-5 mm), determina le condizioni per un cosiddetto \u201cinteractive close-fit liner\u201d, cio\u00e8 per un relining in cui il liner (tubo interno in PEAD) ha solo funzioni di ripristino della tenuta idraulica, ma non sopporta autonomamente la pressione di esercizio, che viene delegata alla condotta esistente.<\/p>\n<p><strong>TECNOLOGIE di HOSE LINING<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"_Toc480449311\"><\/a><strong>TUBOLARI MONOSTRATO O MULTISTRATO E SENZA IMPIEGO DI RESINE DA IMPREGNAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Le tecnologie raccolte sotto la denominazione generica di Hose Lining si basano sull\u2019inserzione, all\u2019interno di una condotta esistente, di un tubolare, che pu\u00f2 essere costituito da un monostrato\u00a0 plastico (generalmente polietilene) o da una serie di due o pi\u00f9 strati di materiale plastico che racchiudono uno o pi\u00f9 strati di trama e ordito in fibra di diversa natura (compositi multistrato). Tale fibra \u00e8 tessuta in forma cilindrica e continua in forma tale da limitare al minimo possibile l\u2019elasticit\u00e0 del complesso, incrementando cos\u00ec la resistenza alla tensione circonferenziale dei fluidi che scorreranno all\u2019interno del liner, conferendo cos\u00ec diversi livelli di resistenza (PN) al tubolare armato.<\/p>\n<p>I tubolari disponibili sul mercato sono realizzati per tessitura e spalmatura o estrusioni o coestrusioni continue (cio\u00e8 senza saldature o giunzioni) plastica-fibra-plastica e successivamente confezionati in bobine o in casse, di lunghezza variabile in funzione del tipo di prodotto, del diametro e del PN.<\/p>\n<p>La posa in opera avviene per inserzione del tubolare all\u2019interno della condotta esistente, usualmente mediante traino controllato.<\/p>\n<p>Il tubolare, data la sua flessibilit\u00e0 e l\u2019esiguo spessore, pu\u00f2 essere inserito tal quale, come svolto dalla bobina, ovvero previa deformazione temporanea (a forma di U), cos\u00ec da occupare il minor spazio possibile, tanto in fase di trasporto che in fase di inserzione.<\/p>\n<p>In caso di forma ripiegata, questa pu\u00f2 essere conferita direttamente in stabilimento o \u00a0in cantiere, con l\u2019ausilio di un\u2019apposita macchina deformatrice, che opera una ripiegatura a freddo verso l\u2019interno del tubolare, conseguendo cos\u00ec una riduzione di sezione temporanea.<\/p>\n<p>In primo luogo, occorre individuare dei singoli tratti della condotta che siano pressoch\u00e9 rettilinei, di una estensione normalmente di circa 150 metri (distanze maggiori si possono raggiungere ma occorre prestare attenzione).<\/p>\n<p>Successivamente, due scavi vengono realizzati alle estremit\u00e0 dei tratti di condotta da sostituire.<\/p>\n<p>In uno degli scavi (camera di lancio) \u00e8 collocata una slitta a pistoni oleodinamici sulle cui guide scorre il dispositivo di spinta ed estrazione delle aste.<\/p>\n<p>Le aste vengono inizialmente introdotte all\u2019interno del tratto di condotta da sostituire, per tutta la sua lunghezza, sino a raggiungere l\u2019altro scavo (camera di arrivo) posto all\u2019altro capo.<\/p>\n<p>Una volta completata l\u2019inserzione, alla prima asta giunta alla camera di arrivo, viene collegato il dispositivo destinato a frantumare o tagliare al suo passaggio la vecchia condotta durante la successiva fase di estrazione delle aste.<\/p>\n<p>In caso di forma ripiegata, questa pu\u00f2 essere conferita direttamente in stabilimento o \u00a0in cantiere, con l\u2019ausilio di un\u2019apposita macchina deformatrice, che opera una ripiegatura a freddo verso l\u2019interno del tubolare, conseguendo cos\u00ec una riduzione di sezione temporanea.<\/p>\n<p>In questo caso, il tubolare \u00e8 mantenuto in stato di deformazione temporanea mediante l\u2019applicazione di nastri adesivi destinati solamente a contrastare la tendenza all\u2019immediato ritorno alla forma circolare. Con tale sezione ridotta, il tubolare pu\u00f2 essere inserito agevolmente all\u2019interno della condotta esistente per lunghezze anche considerevoli (fino a oltre 1.000 metri in anche in presenza di significative variazioni plano-altimetriche).<\/p>\n<p>Ad inserzione terminata, il tubolare a sezione ridotta, \u00e8 riportato alla sezione originale per semplice pressurizzazione, alla pressione di circa 1 bar, che determina la rottura del nastro adesivo e il conseguente ripristino dell\u2019originale forma circolare, con o senza appoggio del liner alle pareti interne della condotta da rinnovare.<\/p>\n<p><strong>NOTA IMPORTANTE<\/strong><\/p>\n<p><em>I tubolari per \u201cHose Lining\u201d sono concepiti e prodotti per operare, in qualit\u00e0 di liner all\u2019interno di condotte ospitanti (host) prive di tenuta idraulica, ma che sono ancora in grado di sopportare totalmente i carichi statici esterni e le sollecitazioni meccaniche derivate dalla conduzione dei fluidi da trasportare\/distribuire.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019impiego di tubolari per Hose Lining tal quali, sia interrati che fuori terra, non \u00e8 da escludere a priori, specie nel caso di realizzazione di collegamenti provvisori, by-pass etc, ma tale eventualit\u00e0 deve essere attentamente valutata, tenendo in debito conto che essa non potr\u00e0 in ogni caso intendersi come installazione definitiva.<\/em><\/p>\n<p>Le perdite di sezione utile di trasporto della condotta da risanare sono minime se il tubolare \u00e8 progettato esattamente sul diametro del tubo ospite.<\/p>\n<p>La resistenza alla tensione circonferenziale \u00e8 garantita dalle propriet\u00e0 meccaniche del tessuto in fibra. Lo strato interno in materia plastica ha quindi esclusivo ruolo di contenimento idraulico.<\/p>\n<p>Lo strato plastico esterno ha invece funzioni di protezione meccanica.<\/p>\n<p>I collegamenti dei tubolari alle estremit\u00e0 metalliche delle condotte a monte e a valle del tratto rinnovato possono essere realizzati con speciali giunti meccanici antisfilamento, con anello interno anti-collassamento, \u00a0da collocare in prossimit\u00e0 dell\u2019estremit\u00e0 sezionata del tubo esistente, cos\u00ec da rendere disponibile la necessaria estremit\u00e0 flangiata, senza che il tubolare fuoriesca dall\u2019esistente.<\/p>\n<p><strong>NOTA IMPORTANTE<\/strong><\/p>\n<p><em>Le denominazioni in uso a livello internazionale identificano come \u201cHose Lining\u201d le tecnologie che utilizzano solo i tubolari di tipo multistrato, con la seguente descrizione:<\/em><\/p>\n<p><em>HOSE LINING: \u201cLining system for pressure applications where a woven flat fiber reinforced polyethylene hose is pulled into the host pipe and secured by special end fittings. Once inserted, the woven hose liner is inflated to the service pressure expanding the liner until it contacts the wall of the host pipe\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TUBOLARI A PARETI STRATIFICATE DISGIUNTE<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni tipi di tubolare possono essere composti (stratificati) direttamente all\u2019interno della condotta. Tali prodotti sono analoghi per destinazione d\u2019uso agli hose-liners sopradescritti, ma presentano una diversa modalit\u00e0 di installazione che descriviamo di seguito:<\/p>\n<ul>\n<li>Dopo la posa e preparazione del tubolare esterno come gi\u00e0 descritto, si procede alla miscelazione di una quantit\u00e0 determinata (in base a diametro e lunghezza del tubolare da posare) di resina epossidica \u201celastica\u201d o poliuretanica elastomerica.<\/li>\n<li>Detto quantitativo di resina verr\u00e0 colato all\u2019interno del tubolare gi\u00e0 definito \u201cinterno\u201d.<\/li>\n<li>Mentre si carica il tubolare sul tamburo di raccolta, verr\u00e0 laminato il quantitativo di fluido elastico o elastomerico al suo interno in quantit\u00e0 sufficiente a impregnare il tessile e a lasciare una quantit\u00e0 sufficiente ad impregnare il tessile del tubolare esterno durante la prossima fase di inversione (inserzione del tubolare interno in quello esterno mediante inversione ad aria).<\/li>\n<li>Inversione del tubolare interno all\u2019interno di quello esterno mediante inversione ad aria a pressione elevata (minimo 1 Bar fino a diametro 500 mm poi si riduce proporzionalmente al diametro, fino a 0,5 Bar per il diametro 1000 mm). L\u2019inversione dovr\u00e0 essere frenata al fine di non abbassare mai la pressione di inversione sotto la soglia di minima definita.<\/li>\n<li>Attraversamento di tutta la linea fino ad oltrepassare il terminale opposto della condotta (e del tubolare esterno) di almeno 3 m.<\/li>\n<li>Stabilizzazione della pressione di pressurizzazione.<\/li>\n<li>A questo punto vi sono due possibili procedure:\n<ul>\n<li>Avviamento del riscaldamento dei due tubolari mediante flusso di vapore e aria miscelati opportunamente. La procedura di riscaldamento (tempo e temperatura), deve essere indicata dal fornitore del sistema.<\/li>\n<li>Polimerizzazione a freddo, assistita mediante termocoppie di lettura della temperatura, confrontata con la tabella di catalisi del costruttore.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019accoppiamento dei tessili tra loro mediante incollaggio, ha la sola funzione di migliorare la rigidit\u00e0 allo schiacciamento del tubolare, ma non impedisce lo scorrimento sotto tensione di pressione di esercizio dei fili tessili al fine di ottimizzare le prestazioni anche nelle piccole deformazioni localizzate quali curve, vaiolature e ovalizzazioni. L\u2019operazione di incollaggio dei tessili del composito non ha funzioni strutturali quindi \u00e8 un processo che non necessita di particolari controlli.<\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Risanamento di condotte esistente con sistemi a guaina, resine e cemento<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong>PIPE COATING<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">Questa tecnologia consente il rivestimento di una condotta esistente, mediante l&#8217;utilizzo di resine epossidiche spruzzate, con appositi robot, all&#8217;interno della condotta stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">Essa viene prevalentemente impiegata per il risanamento di condotte idriche e fognarie, permettendo di migliorarne le caratteristiche chimiche delle pareti. \u00c8 particolarmente adatta per il rinnovamento di condotte con rivestimenti interni pericolosi (cemento-amianto) o che presentano ossidazioni.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong>CEMENT MORTAR LINING<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong><br \/>\n<\/strong>Tale tecnologia consente il rivestimento di una condotta esistente, mediante l&#8217;utilizzo di malta cementizia spruzzata, con appositi robot, all&#8217;interno della condotta, permettendone l\u2019allungamento della vita utile di oltre 50 anni.<br \/>\nEssa permette di eseguire il rinnovamento di tubazioni per tratte fino a 150 m, per diametri inferiori a 600 mm e per tratte di 250 \/ 300 mm per diametri superiori.<br \/>\nViene prevalentemente impiegata per risanare tubazioni idriche metalliche sia in ambito urbano che extraurbano ed \u00e8 particolarmente adatta in caso di condotte con rivestimenti interni pericolosi (cemento-amianto) o che presentano lesioni o ossidazioni.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong>CURED IN PLACE PIPE<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong><br \/>\n<\/strong>Questa tecnologia consente la riabilitazione di una condotta o manufatto tramite retroversione di guaina in feltro o feltro-tessile, impregnata da un\u2019opportuna resina termoindurente e avente uno strato esterno in materiale plastico, resistente chimicamente e fisicamente al fluido da convogliare.<br \/>\nLa guaina viene impregnata all\u2019interno (parte che ad inserzione avvenuta andr\u00e0 a contatto con la condotta da risanare) con una particolare resina, e avvolta in una camera di estroflessione. Una delle parti terminali viene fissata per cerchiaggio alla bocca di uscita dell\u2019estroflessore e la messa in pressione con aria provoca il rivoltamento e l\u2019avanzamento della guaina nella condotta da risanare. Per diametri di condotta da risanare superiori a 200 mm viene realizzata un\u2019incastellatura perpendicolare alla condotta da risanare e la retroversione avviene mediante l\u2019immissione di acqua all\u2019interno del sacco a corona che si viene a formare, provocando, per gravit\u00e0, il rivoltamento e l\u2019avanzamento della guaina.<br \/>\nLa tecnologia consente il rinnovo di tubazioni di diametro da 200\u00a0\/ 2.000\u00a0mm ed \u00e8 prevalentemente impiegato per reti idriche e fognarie, sia in ambito urbano che extraurbano.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong>RISANAMENTO NO &#8211; DIG DEI VERTICALI NEGLI EDIFICI<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">La tecnologia No-Dig trova inoltre applicazione, ormai da decenni, anche nel risanamento non distruttivo delle tubazioni di scarico verticali interne agli edifici (colonne di scarico di acque pluviali e di acque nere) e delle tubazioni di scarico orizzontali non a vista delle piscine. In questa specifica area applicativa i diametri delle tubazioni da risanare vanno da 40mm a 300mm ed hanno frequenti diramazioni a \u201cT\u201d ed a \u201cY\u201d e curve anche a 90\u00b0.\u00a0 Per realizzare quindi l\u2019intervento di risanamento delle colonne verticali \u00e8 necessario applicare una specifica e collaudata metodologia che utilizza guaine flessibili impregnate di resina epossidica che sono estroflesse all\u2019interno della\u00a0 vecchia colonna, dall\u2019alto o dal basso, tramite spinta pneumatica permettendo cos\u00ec una perfetta aderenza alle pareti interne della colonna.<br \/>\nA polimerizzazione della resina epossidica avvenuta, all\u2019interno della vecchia colonna si sar\u00e0 costituito un tubo in grado di assolvere a tutte le funzioni idrauliche, meccaniche e di resistenza chimica a cui la vecchia tubazione era destinata.<br \/>\nLa flessibilit\u00e0 delle guaine permette sia di superare facilmente le curve a 90\u00b0 sia di adeguarsi ad eventuali cambiamenti di diametro intervenuti in occasione di parziali sostituzioni delle colonne effettuate in passato.<br \/>\nI vantaggi di questa applicazione rispetto agli interventi tradizionali di rottura delle pareti e sostituzione della colonna sono:<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 \u00a0Rapidit\u00e0 dell\u2019intervento<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 \u00a0Assoluta mancanza di disagi per gli inquilini poich\u00e9 vengono evitati rumori, polveri e allestimenti di ponti esterni agli edifici.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 \u00a0Ecocompatibilit\u00e0 dei materiali utilizzati per il risanamento che viene garantito per un periodo ultradecennale<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 \u00a0Economicit\u00e0 dell\u2019intervento<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Installazione di nuove condotte con diametro superiore a quello della condotta esistente<\/span><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>BERSTLINING E SPLITTING (sostituzione mediante frantumazione o taglio)<\/strong> (ex Pipe Bursting e Pipe Splitting)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tale tecnologia di sostituzione, che si applica a tubazioni in materiali fragili o ferrosi (acciai, ghisa grigia, ghisa sferoidale, cemento, gres ceramico, cemento-amianto, PVC, etc), si basa sull\u2019impiego di una macchina idraulica o dinamica (azionata ad aria), in spinta o in traino, un sistema di aste ad aggancio rapido, tralicci metallici o funi. Questi ultimi sono destinati a trainare degli appositi utensili atti a fratturare o tagliare la condotta esistente e comprimerne i frammenti nel terreno circostante.<\/p>\n<p>Tale tecnologia si distingue in:<\/p>\n<p><strong>BERSTLINING DINAMICO<\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0 berstlining dinamico utilizza una forza nella direzione longitudinale lungo l\u2019asse del tubo da sostituire con energia di impatto dinamica (massa battente azionata ad aria), allo scopo di frantumare la tubazione esistente per mezzo di una testa di frantumazione (punta dirompente). Il metodo del berstlining dinamico, comporta l\u2019utilizzo di un argano a fune per la guida e la trazione della punta dirompente, e di un compressore\u00a0 per azionare la macchina.<\/p>\n<p><u>Il berstlining dinamico viene utilizzato in presenza di vecchie tubazioni composte da materiali fragili, soprattutto in terreni non coesi. <\/u><\/p>\n<p><strong>BERSTLINING STATICO:<\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0 berstlining statico utilizza una forza nella direzione longitudinale lungo l\u2019asse del tubo da sostituire con forza di trazione statica, allo scopo di tagliare e\/o frantumare la tubazione esistente per mezzo di una punta tagliente. Il metodo del berstlining statico, comporta l\u2019utilizzo di aste per la trazione del tagliente.<\/p>\n<p><u>Il berstlining statico \u00e8 vantaggioso in terreni non coesivi e viene applicato in presenza di vecchi tubi in materiali fragili e duttili.<\/u><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5272\" src=\"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/pipe-bursting-1.jpg\" alt=\"\" width=\"674\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/pipe-bursting-1.jpg 674w, https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/pipe-bursting-1-300x109.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 674px) 100vw, 674px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il dispositivo di frantumazione e taglio \u00e8 costituito da un utensile dotato di una lama (nel caso di materiali fragili) e di un tagliente a coltelli rotativi (materiali duttili) e di una ogiva configurante un diametro crescente, atto a determinare la frantumazione e la relativa costipazione dei frammenti prodotti a seguito del suo traino a forza con azione continua e senza ricorso a percussione.<\/p>\n<p>Nel caso di berstlining statico su materiali duttili, la linea di taglio longitudinale deve essere posizionata nella porzione inferiore della circonferenza, generalmente a ore 6, comunque non oltre ore 5 e ore 7, in modo da evitare che porzioni di inerti del sottosuolo si insinuino tra l\u2019interno della condotta divaricata e il liner, oltre a costituire essa stessa una efficace protezione meccanica.<\/p>\n<p>Il dispositivo di taglio e divaricazione \u00e8 costituito da un utensile dotato di taglienti a coltelli rotativi\u00a0 e di una ogiva configurante un diametro crescente, atto a determinare il taglio e la divaricazione a seguito del suo traino a forza con azione continua e senza ricorso a percussione.<\/p>\n<p>Immediatamente a seguito dell\u2019utensile \u00e8 collegata un\u2019ogiva conica che ha il compito di divaricare ulteriormente i frammenti della condotta esistente e di costiparli nel suolo, predisponendo quindi la sede idonea al passaggio della nuova tubazione in plastica.<\/p>\n<p>Man mano che le aste sono estratte, viene cos\u00ec creato il foro nel terreno di diametro maggiorato (normalmente + 10 &#8211; 30 % del DN del nuovo tubo) che costituisce la sede di posa per la nuova tubazione. Questa \u00e8 agganciata al treno di aste direttamente a valle del dispositivo di taglio e dell\u2019ogiva conica, ed \u00e8 trascinata all\u2019interno del nuovo foro contestualmente alla fase di estrazione delle aste.<\/p>\n<p><u>Eventuali incrementi di diametro superiori al 30% sono di per s\u00e9 praticabili, se la potenza della macchina li consente, ma devono essere valutati attentamente dal progettista in funzione dell\u2019effetto che il conseguente spiazzamento di materiale potrebbe avere sulla superficie stradale sovrastante e i sotto servizi pi\u00f9 prossimi in genere.<\/u><\/p>\n<p>In relazione alla tipologia del frammento residuo, allo spessore\/diametro della nuova condotta, e dal tipo di fluido trasportato, deve essere valutato dal progettista l\u2019opportunit\u00e0 di utilizzo di tubi multistrato.<\/p>\n<p>Occorre individuare in precedenza, con discreta approssimazione, la posizione dei sottoservizi esistenti (es. fognature, cavidotti elettrice, ecc.), che comunque, data l\u2019assenza di vibrazioni impresse, non vengono normalmente danneggiati dal processo.<\/p>\n<p>A relining eseguito, previo collaudo, si procede alla riconnessione delle estremit\u00e0 del segmento rinnovato tra il nuovo tubo e la condotta esistente, nonch\u00e9 alle riconnessione delle eventuali derivazioni laterali della condotta.<\/p>\n<p>Qualora siano presenti derivazioni lungo il tratto da sostituire, dato il fatto che le stesse dovranno essere normalmente ricostruite e\/o ricollegate, \u00e8 opportuno effettuare lo smontaggio\/demolizione degli organi di presa preventivamente alle operazioni di sostituzione con bustiling, cos\u00ec da agevolare le operazioni.<\/p>\n<p>I tratti sostituibili in un\u2019unica soluzione sono normalmente di circa 80-150 m, intesi come intervallo tra due scavi delimitanti di un tratto rettilineo di condotta, variabili in funzione del diametro della condotta, della linearit\u00e0 del tracciato, della potenza della macchina tira-aste utilizzata.<\/p>\n<p>Curve, variazioni angolari multiple o singole superiori a 3\u00b0- 5\u00b0 (da verificare a seconda dell\u2019attrezzatura utilizzata), pezzi speciali, giunti meccanici, valvole, fasce metalliche di riparazione, accoppiamenti flangiati etc. costituiscono punti di interruzione del relining in corrispondenza dei quali \u00e8 opportuno prevedere gli scavi di inserzione o di traino, Nel caso ci\u00f2 non avvenga detti pezzi speciali vanno tolti tramite sezionamento ed asportazione.<\/p>\n<p>Le moderne macchine da Berstlining sono in grado di posare condotte da DN 50 mm a DN 1.200 mm.<\/p>\n<p>Nel caso di impiego di tubazioni plastiche quale liner, \u00e8 opportuno prevedere l\u2019utilizzo di tubi aventi almeno una classe di spessore superiore a quella necessaria, generalmente, nel caso di tubazioni in PE, a partire dall\u2019SDR 11 come valore minimo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tecniche di risanamento delle infrastrutture esistenti, sono molteplici ma si possono suddividere in tre gruppi a seconda che l\u2019istallazione della nuova condotta comporti la riduzione, l&#8217;aumento o il mantenimento delle dimensioni originarie della condotta. Installazione di nuove condotte con diametro inferiore a quello della condotta esistente: SLIP-LINING Consiste nell\u2019inserzione di una tubazione in materiale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1838,"menu_order":645,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"spay_email":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/102"}],"collection":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/102\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1838"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}