{"id":1838,"date":"2017-03-06T12:13:15","date_gmt":"2017-03-06T11:13:15","guid":{"rendered":"http:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/?page_id=1838"},"modified":"2017-07-12T11:58:58","modified_gmt":"2017-07-12T09:58:58","slug":"tecnologie-no-dig","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/tecnologie-no-dig\/","title":{"rendered":"Tecnologie No Dig"},"content":{"rendered":"<p>Le tecnologie no-dig, o trenchless tecchnology, di cui la IATT &#8211; associazione senza fini di lucro &#8211; promuove la conoscenza, la sperimentazione e la diffusione in Italia, sono anche dette tecnologie \u201ca basso impatto ambientale\u201d &#8211; come ultimamente si preferisce denominarle, in virt\u00f9 dei risultati di studi autorevoli che hanno dimostrano come il loro impiego riduca i costi sociali\/ambientali dell\u201980% (fonte TILab su modello di impatto ambientale elaborato dalla Federazione delle Industrie Svedesi) e l\u2019infortunistica sui cantieri del 67% (fonte INAIL).<\/p>\n<p>Come suggerisce il nome, le tecnologie \u201cno-dig\u201d sono tecnologie che permettono di effettuare la posa, l\u2019esercizio e la manutenzione delle reti dei sottoservizi riducendo al minimo, o eliminando del tutto, lo scavo a cielo aperto e, rispetto a questo tipo di intervento, hanno l\u2019evidente vantaggio di ridurre:<\/p>\n<ul>\n<li>la movimentazione di materiale (ad esempio il conferimento del materiale di risulta in discarica);<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>il traffico di mezzi pesanti;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>il tempo e lo spazio di occupazione del suolo pubblico;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>l\u2019effrazione del manto stradale;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>l\u2019impatto sulla viabilit\u00e0;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>le interferenze con attivit\u00e0 commerciali, residenziali o di svago;<\/li>\n<\/ul>\n<p>e di offrire:<\/p>\n<ul>\n<li>maggior sicurezza al cittadino grazie all\u2019eliminazione dei pericoli legati a scavi aperti;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>tutela della manodopera in termini di sicurezza (condizioni dei cantieri meno gravose).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le tecnologie a basso impatto ambientale, alternative a quelle tradizionali di scavo &#8211; adatte sia per la posa che per il risanamento di infrastrutture esistenti &#8211; sono tecnologie, al contempo, pi\u00f9 economiche, ugualmente affidabili e meno invasive soprattutto in termini di disagio sociale e di degrado della pavimentazione stradale.<\/p>\n<p>La loro convenienza appare tanto pi\u00f9 evidente quando, nella valutazione complessiva dei costi, si tenga conto anche dei costi sociali. Infatti, non solo le tecniche permettono di risparmiare in termini di costi di realizzazione, ma comportano anche uno spostamento dei costi da attivit\u00e0 non compatibili con l\u2019ambiente ad attivit\u00e0 eco-compatibili.<\/p>\n<p>Queste tecnologie trovano diversi campi d\u2019impiego e non sono nuovissime, anche se in Italia se n\u2019\u00e8 sempre fatto scarso ricorso, preferendo tecniche di intervento tradizionali.<\/p>\n<p>Convenzionalmente si suddividono in cinque gruppi sulla base delle loro caratteristiche:<\/p>\n<ul>\n<li>indagini conoscitive;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>perforazioni orizzontali guidate<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>perforazioni orizzontali non guidate<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>tecnologie associate<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>riutilizzo e sfruttamento di infrastrutture esistenti<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ciascuna tecnologia \u00e8 illustrata nelle pagine dedicate del sito con riguardo all\u2019ambito di applicazione, ai vantaggi di impiego, nonch\u00e9 ai limiti applicativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tecnologie no-dig, o trenchless tecchnology, di cui la IATT &#8211; associazione senza fini di lucro &#8211; promuove la conoscenza, la sperimentazione e la diffusione in Italia, sono anche dette tecnologie \u201ca basso impatto ambientale\u201d &#8211; come ultimamente si preferisce denominarle, in virt\u00f9 dei risultati di studi autorevoli che hanno dimostrano come il loro impiego [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"spay_email":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1838"}],"collection":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1838"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1838\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iatt.it\/archivioiatt\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1838"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}