Posa di cavi in Fibra Ottica in infrastrutture fognarie

La posa della fibra ottica all’interno delle infrastrutture fognarie rappresenta una soluzione alternativa, veloce e molto meno invasiva per lo sviluppo delle reti di telecomunicazioni. Le strutture fognarie sono intrinsecamente sicure per loro natura, costituendo una protezione naturale (ad esempio in caso di scavi per interventi su altri sottoservizi), pertanto, tale tipologia di posa ha il vantaggio di limitare drasticamente la necessità di interventi successivi sui cavi di telecomunicazioni.


Descrizione


Questa tecnologia - compresa nella famiglia trenchless delle Nuove Installazioni - permette la posa, in ambienti difficili, di cavi opportunamente armati, di ridotto diametro e raggio di curvatura. I cavi sono costituiti da una guaina esterna in materiale ad elevati valori di durezza superficiale, resistenza ad abrasione e immersione in liquidi polari o apolari. I cavi sono protetti da una barriera metallica o da una guaina plastica che evita l’ingresso di acqua, gas o altro fluido al loro interno.

La resistenza meccanica a schiacciamento e tiro è affidata a un doppio strato di trefoli in acciaio galvanizzato, di opportuno spessore, tale da permettere, senza danneggiare il cavo, anche la pulizia dei con- dotti fognari con idro-jet ad alta pressione. Per aree ad alto rischio di presenza roditori, il cavo è rinforzato e protetto esternamente da una guaina LSZH (cavi senza alogeni a bassa generazione di fumi), con uno strato di tondini in vetroresina o acciaio isolato.

L’ attività di posa - che non necessita di discesa di personale all’interno della condotta - prevede le seguenti fasi:


• inserimento, a partire dal torrino dell’infrastruttura fognaria, di un “cordino” legato ad un galleggiante che avanza trasportato dal flusso del liquido presente nella condotta. Nel caso in cui il flusso risultasse insufficiente, vengono utilizzati particolari robot per l’avanzamento del cordino guida;
• dal torrino di arrivo della tratta interessata alla posa, viene quindi recuperato il cordino che, collegato alla “fune d’arganello”, ne permette l’inserimento contemporaneo nella condotta fognaria;
• con il riavvolgimento della fune d’arganello, viene posata la “fune d’argano”, più resistente della prima, a cui viene collegato il cavo di telecomunicazioni con un giunto a snodo che ne evita la torsione durante il tiro;
• con il riavvolgimento della fune d’argano viene quindi posato il cavo che, grazie al suo peso, non necessita di essere fissato né ancorato al fondale della condotta ospitante;
• il cavo viene staffato all’interno del torrino della condotta fognaria e giuntato in un pozzetto esterno, realizzato in prossimità e col- legato attraverso un tubo opportunamente sigillato per evitarne l’ostruzione per eventuale risalita dei fluidi.

Eventuali deviazioni ad angolo retto della condotta, potranno essere superate installando dei “ruotismi” con discesa di personale, opportunamente protetto, all’interno della condotta.


Campi di applicazione


La tecnologia si applica alle reti fognarie, al complesso di reti che convoglia ai depuratori le acque di scarico e parte di quelle piovane, nei con- dotti con moto a pelo libero, ad esclusione dei tratti con moto in pressione, dei passaggi interni a stazioni di pompaggio e sollevamento dei reflui. A seconda delle dimensioni del cavo da posare, la tecnologia è applicabile a condotte fognarie anche di 400 mm di diametro.


Riferimenti


La tecnologia è descritta nella UNI/PdR 101:2020 - “Metodologie di
posa della fibra ottica nelle infrastrutture esistenti di gestori e opera- tori” (scaricabile gratuitamente dal sito dell’UNI).

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