Tecnologie robotiche di aspirazione

La tecnologia - compresa nella famiglia trenchless del Risanamento - utilizza una particolare tipologia di macchinari conosciuti come ROV (Remote Operated Vehicle) o Mini Robot Escavatori, che permettono di scavare, pulire, bonificare, risanare e ispezionare ambienti di difficile accesso come spazi confinati oppure aree dove l’accesso all’uomo è interdetto per motivi di sicurezza come il caso di rischi di esplosione (zone ATEX) o la presenza di gas o polveri nocivi. Per queste ragioni, sono definite come soluzioni “No Man Entry”. Gli interventi all’interno di condotte, pipeline, vasche e cisterne sono infatti particolarmente complessi e necessitano di mezzi comandati da remoto che riescono a lavorare passando per varchi di accesso (pozzetti, passi d’uomo, ecc.) particolarmente stretti.


Descrizione


Un robot mini-escavatore è una macchina, a funzionamento idraulico o pneumatico, che si muove grazie a cingoli o a ruote. Solitamente è composta da un tubo, posto sopra i cingoli, che termina con un’e- stremità che consente di aspirare il materiale. Può essere equipaggiata con diversi accessori frontali (benne, coclee, spazzole, martelli, ugelli ad alta pressione) che consentono di disgregare i sedimenti più compatti o calcificati. Accanto al tubo di aspirazione, trova spazio un braccio con telecamere e luci LED che consentono all’operatore di manovrare il mezzo da remoto. Nel caso di ambienti a rischio esplosione il robot deve essere certificato secondo gli standard internazionali. Esistono inoltre, modelli subacquei dedicati alla pulizia di vasche di decantazione.

Il robot mini-escavatore aspira il materiale, grazie a un accessorio frontale, e lo convoglia verso un punto di raccolta attraverso un tubo di aspirazione. Per aspirare può:
• essere collegato a un escavatore a risucchio o a un vacuum truck;
• montare a bordo una pompa (monovite, a lobi, centrifuga) che pompa il materiale senza necessità di un’unità aspirante.

Inoltre, per poter funzionare, il mini robot ha bisogno di una centralina (a gasolio o elettrica) che fornisce energia e una unità di controllo che è collegata al robot attraverso il cosiddetto “ombelicale” (al cui inter- no passano i tubi idraulici e i cavi elettrici). Solitamente l’unità di con- trollo è montata su supporti, oppure su veri e propri container: grazie a schermi e radiocomandi l’operatore monitora e muove il robot a distanze e in totale sicurezza.



Campi di applicazione


Questi macchinari sono utilizzati per operazioni speciali in numerosi settori merceologici. A titolo esemplificativo: rimozione di sedimenti all’interno di cisterne o silos, aspirazione di macerie, pulizia di impianti trattamento acqua, vasche di prima pioggia, depuratori, di- sostruzione di canali e fognature da detriti, vasche di decantazione, rimozione terreni contaminati. I settori industriali sono quindi molto ampi: si va dal mondo dalle utilities e dell’edilizia alle raffinerie; dal biogas ai depositi alimentari di stoccaggio di materie prime, dalle acciaierie alle vetrerie, passando per impianti chimici, cementifici, discariche e trattamento rifiuti.

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